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SCUOLA, LEGAMBIENTE: "SARDEGNA AI PRIMI POSTI PER MANUTENZIONE ORDINARIA"

Cagliari, 25 feb 2010 (CHB) - Le scuole sarde sono ai primi posti per gli investimenti nella manutenzione ordinaria. Questi i risultati di Ecosistema Scuola 2010, il rapporto annuale di Legambiente sull'edilizia e i servizi scolastici. Poco incoraggianti invece i dati sulla qualità dei servizi e dell'edilizia scolastica per i Comuni sardi capoluogo di provincia: Cagliari è il Comune più virtuoso per la qualità dell'edilizia scolastica (46° posto) e per i servizi e le pratiche ecocompatibili (48° posto). Sassari (80/82)e Oristano (84) ancora nelle ultime posizioni. Nuoro tra i Comuni bocciati. All'indagine - presentata ieri a Napoli in occasione del convegno "Per un'edilizia scolastica di qualità", organizzato dall'associazione ambientalista per fare il punto sulle politiche del settore, hanno risposto 95 Comuni capoluogo di Provincia (che hanno competenza sulle scuole primarie e secondarie di 1° grado) e 41 Province (con competenza sulle scuole superiori). I dati sono stati raccolti tramite questionario. Considerato il mancato completamente dell'Anagrafe Nazionale dell'edilizia scolastica, l'indagine rappresenta l'unica ricerca ufficiale sullo stato degli edifici scolastici italiani. Vengono analizzati tre principali parametri: la qualità della struttura degli edifici in termini di età e di idoneità dell'attività scolastica, i servizi e le pratiche ecosostenibili e per finire i rischi ambientali ai quali sono esposti gli istituti.

In Sardegna. I principali miglioramenti evidenziati dal rapporto riguardano la raccolta differenziata della carta che il 100% delle amministrazioni dichiara di praticare, ma quasi nessuno utilizza fonti di illuminazione a baso consumo o altre forme di risparmio energetico (0,61%). Buono il dato sull'adeguamento degli edifici alle norme in materia di accessibilità: è in possesso dei requisiti il 71,43% delle scuole mentre solo il 16,88% ha già programmato interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche.
Con circa il 62% degli edifici scolastici nati dal 1974 al 2008 (solo il 31% al Nord, ma i Comuni sardi non hanno mai costruito secondo i criteri di bioediliza), la Sardegna si piazza ai primi posti per gli investimenti nella manutenzione ordinaria (8° posto) con una spesa media per edificio di € 7.790,54, ma tra le criticità pesa la necessità di investimenti molto ingenti in manutenzione straordinaria (si investono mediamente € 11.608,11 per edificio, rispetto ad una media nazionale per edificio di 42.491 €). Solo il 7,43% degli edifici è stato sottoposto, infatti, a interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni ma ancora quasi il 30% necessita di interventi di manutenzione urgenti.

Scendendo nel dettaglio dei parametri adottati dalla ricerca, una delle inadeguatezze strutturali più allarmanti è l'assenza di strutture per lo sport che non sono presenti in più del 40% delle scuole sarde. Continuano a rimanere incomplete le risposte dei Comuni sardi sul rischio ambientale, a riprova della mancata cura delle rilevazioni ambientali piuttosto che dell'assenza di problemi. Da sottolineare il dato sulla vicinanza degli edifici scolastici alle emittenti e alle strutture militari: sono situate a meno di un km dalle emittenti ancora il 15,76% delle scuole (addirittura il 4,24% è situata entro i 200 metri) e il 7,27% si trova nelle vicinanze di una struttura militare. Il 6,67% si trova entro i 200 metri da una fonte di inquinamento acustico. Tra le note dolenti anche il basso indice di azioni di bonifica dall'amianto, realizzate solo nel 0,61% degli edifici e dei casi certificati di amianto (1,82%) rispetto alla percentuale di casi sospetti (27,88%) dovuto in parte all'assenza di nuovi controlli.

Anche quest'anno, com'è tradizione, il Centro Nord si conferma in testa alla graduatoria, stilata da Legambiente, del livello di qualità dell'edilizia scolastica delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Prato è al 1° posto su 89 Comuni. Poco incoraggianti i dati che si riferiscono alle scuole sarde con riferimento alla qualità dell'edilizia scolastica: Cagliari è al 42°, preceduta da Bologna, Sassari all'80°, preceduta da Trapani, Oristano all'84° seguita da Bari. Nuoro, che ha inviato dati incompleti, è tra le città bocciate e non compare perciò nella graduatoria. La prima città del Sud è Benevento, che sta al 21°posto, seguita da Lecce. Nel divario Nord Sud, rimangono sostanziali differenze per quanto riguarda le certificazioni, con dati preoccupanti sull'assenza di alcuni tipi di certificazione in territori di particolare vulnerabilità ambientale come quelli dichiarati a rischio sismico. Nelle regioni del centro Italia (le due macro aree dichiarate più sensibili) il 73,5% delle scuole è a rischio sismico, solo il 51,35% di loro possiede il certificato di idoneità statica. Nelle regioni del Sud Italia il 65,09% delle scuole è dichiarato a rischio sismico, ma solo l'11,76% possiede il certificato di collaudo statico e solo il 62,5% fa le prove di evacuazione.

In Sardegna solo il 37,66% delle scuole possiede il certificato di collaudo statico, a fronte di un 100% che dichiara di essere in possesso del certificato di idoneità. Appena nel 16,88% dei casi sono stati attuati interventi per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Appare buona invece la situazione per le certificazioni igienico-sanitarie ( 81,91%), le porte antipanico (85,74%), le prove di evacuazione (97,87%), gli impianti elettrici a norma (93,62%), i requisiti di accessibilità (71,43%).
"Abbiamo interpretato come un buon segnale d'impegno da parte del Governo - dice Franca Battelli, responsabile Scuola per Legambiente Sardegna, la delibera Cipe che un anno fa ha stanziato un miliardo di euro, poi ridotti a 773 milioni a seguito della parte destinata alle scuola abruzzesi dopo il terremoto, ma che purtroppo, ad oggi, ancora non sono stati trasferiti agli enti locali per una concreta ricaduta negli interventi territoriali. Non si può pensare di riqualificare il nostro patrimonio edilizio scolastico senza un serio piano nazionale d'investimenti. La scarsa chiarezza e l'estemporaneità di trasferimento di risorse non fa certo bene ai territori più in ritardo nella riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, per i quali occorrerebbe un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole.
Rimane, invece, una buona pratica da seguire il cofinanziamento MIUR-Inail 2007/2009, che invita gli enti locali proprietari degli edifici e presentare progetti per gli adeguamenti in materia di sicurezza e per l'abbattimento delle barriere architettoniche". (chartabianca 19:56)