Il 59% delle aziende contattate, si dichiarano nettamente insoddisfatte dall'andamento delle vendite, dichiarando volumi di vendita inferiori rispetto ai dati dello stesso periodo 2009, mentre solo il 18% si considera moderatamente soddisfatto ed il rimanente 23% li considera pressoché uguali. Tra coloro che hanno dichiarato un decremento, il 18% lo dichiara compreso nel segmento 0-10%; il 42% nel segmento 11-30% ed il restante 40 % dichiara un decremento superiore al 30%.
Questo è il sunto dell'indagine sull'andamento delle vendite dei saldi su un campione di 140 aziende del settore abbigliamento, accessorie e calzature sparse in tutta la Sardegna e divise secondo le quattro province storiche. In particolare si lamenta una emorragia di clientela dovuta, secondo l'opinione dei commercianti, alla crisi economica che non spingerebbe affatto l'idea di un acquisto nemmeno in saldi, vista la situazione concretamente drammatica che attanaglia la stragrande maggioranza delle famiglie in Sardegna. "In generale la categoria lamenta inoltre il verificarsi, nella più assoluta indifferenza degli organi preposti ai controlli, di vendite non corrette (vendite promozionali artificiose ed altro), che di fatto anticipando i saldi o falsandoli, contribuiscono a far perdere l'interesse dei consumatori sugli stessi. Il tutto va inserito in un quadro di sfiducia e diffidenza dei consumatori alimentata a più riprese da personaggi che utilizzano gli organi di informazione per criminalizzare a priori l'intera categoria".
"E' evidente - conclude la nota di Confesercenti - che ormai sono più che maturi i tempi per avviare una concreta riflessione sulle attuali normative che regolano, ormai solo sulla carta, le vendite straordinarie; è altrettanto chiaro, infatti, che l'assenza di controlli e interventi concreti continuerà a recare danni alla stragrande maggioranza dei commercianti onesti che scrupolosamente si attengono alle regole". (chartabianca 17:02)