L'Unci Pesca auspica un nuovo intervento da parte dello Stato, volto ad ottenere una ulteriore proroga per lo strascico, che permetta anche alle imprese cooperative del settore di usufruire di adeguati incentivi socio-economici, nel rispetto dell'ecosistema marino. Ritiene utile attivare adeguati canali finanziari di intervento, quali fondi FEP, risorse decentrate, dotazioni autonome, come: apertura di bandi per l'arresto definito volontario con canale preferenziale; autorizzazione alla sostituzione degli attrezzi in licenza; attività di ammodernamento per la diversificazione delle catture e delle attività, tipo pescaturismo, ittiturismo,ecc.; misure socio/economiche per l'integrazione del reddito dei pescatori, in linea con gli obiettivi FEP.
"La piccola pesca a strascico si muove in un contesto ambientale fragile dal punto di vista biologico, sociale ed economico. Le aree maggiormente interessate dalle misure restrittive di salvaguardia, imposte dal sovra sfruttamento delle risorse ittiche, sono proprio quelle in cui questo tipo di pesca svolge la sua attività. Nel nostro Paese è tra le tipologie di pesca, a carattere artigianale e familiare, più diffuse, soprattutto nell'area Adriatica, da cui si ricava, la maggiore quantità di pescato con l'impiego di un elevato numero di operatori. Infatti, l'80% della pesca nel Mediterraneo è prevalentemente artigianale, con una flotta numerosa, ma di piccole dimensioni. La scadenza del 31 maggio pone dunque il problema di un adeguamento alle normative Ue che tenga conto della rilevanza degli aspetti economici che ne discendono, legati alle imprese e ai lavoratori occupati nel settore". (chartabianca 18:57)