Tra le tipologie turistiche nessuna ‘raggiunge' il segno positivo e nell'ordine troviamo in testa le località lacuali (-6,1%) seguite dalle località di montagna (-5,3%), quindi le località d'affari con un -5,2%, a loro volta le città d'arte (-5%), località di mare (-3,4%) e le località termali (-0,8%). Quanto infine alle nazionalità di provenienza, nel periodo monitorato giugno-dicembre la componente proveniente dal Regno Unito ha fatto segnare il peggior risultato (-17,4%) di presenze, seguito dal -5,9% degli Stati Uniti, dal -2,6% della Germania e dal -1,3% della Francia. In controtendenza i turisti provenienti dalla Svizzera (+7,1%), seguiti dal Belgio (+5,4%), dal Canada (+3,7%), dall'Austria (+3,2%) e dal Giappone (+1,7%).
Nel dettaglio nel corso dell'anno 2009 sono stati persi oltre 11,2 milioni di pernottamenti alberghieri (di cui -7,1 milioni di stranieri e -4,15 milioni di italiani). I cali di consumi turistici sono stati costanti per l'intero anno, ad eccezione del mese di agosto, con un primo semestre catastrofico (febbraio -12,5%, marzo -17,4% e giugno -8,1%) ed un secondo semestre caratterizzato da percentuali sempre negative ma meno drammatiche (luglio -3%, settembre -1,3%, ottobre -2.6%).
Nel solo mese di dicembre, tuttavia, nonostante le festività di Natale e Capodanno, si è registrato un calo complessivo del 5,2% di pernottamenti (di cui -4,3% di italiani e -6,7% di stranieri). "In pratica -commenta il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca - siamo tornati in un colpo solo ai livelli del 2005, arretrando di un quinquennio risultati conquistati sul campo grazie al sacrificio economico e professionale di migliaia di imprese turistiche. "La richiesta che per l'ennesima volta rinnoviamo al Governo - conclude Bocca - riguarda il varo di una iniziativa comune, che veda seduti allo stesso tavolo Governo, Imprese, Regioni e Sindacati, per salvaguardare l'occupazione e ridare slancio economico al settore". (chartabianca 10:48)