Il paragone con la religione si addice meno a Samuele Bersani, profeta sì, ma dell'Aldiquà, per citare il suo penultimo disco. La letteratura, invece, c'entra eccome nei testi del musicista di Rimini: basti pensare a Giudizi Universali, Premio Lunezia come miglior testo letterario nel '98 (giuria presieduta dalla scrittrice Fernanda Pivano). Nel live al Teatro Verdi, il cantautore romagnolo porta le sue canzoni più conosciute e l'ultimo album Manifesto Abusivo. Pubblicato a ottobre, il lavoro racconta un'Italia attraversata da mille contraddizioni che Bersani è riuscito a descrivere con testi carichi di doppi sensi, giochi di parole e accostamenti sagaci, ricoperti da musiche sofisticate e piacevoli melodie. Proprio grazie alla melodia della sua travolgente 50mila, Nina Zilli è diventata una delle artiste più accattivanti del momento. Il brano in puro stile sixties interpretato insieme a Giuliano Palma dalla giovane cantante (vero nome Maria Chiara Fraschetta, classe 1983), dopo il successo estivo ha goduto di un ulteriore lancio grazie al film di Ferzan Ozpetek "Mine Vaganti", in cui la canzone viene canticchiata da Riccardo Scamarcio. E dopo l'ottima prova sanremese con L'uomo che amava le donne (Premio della Critica "Mia Martini" nella sezione Nuova Generazione), manca solo di vedere l'artista piacentina alla prova dal vivo.
Restando in tema premi, ecco una tripletta di tutto rispetto pronta a partire alla volta di Sassari: Mannarino (finalista al Premio Tenco 2009), Brunori Sas (vincitore al Premio Ciampi per la Miglior opera prima) e Dente (vincitore del Premio Mei - Meeting delle etichette indipendenti). Nei brani del suo Bar della Rabbia, il romano Alessandro Mannarino è riuscito a raccontare uno scorcio di mondo popolaresco evocando tanto Gabriella Ferri che i colori solari di una fanfara sgangherata alla Roy Paci. E sono in molti a essersi innamorati del suo teatro-canzone "all'amatriciana" dopo le puntate del programma tv "Parla con me" di Serena Dandini in cui è stato ospite.
GLI ALTRI ITALIANI. Alle sonorità di Rino Gaetano e Francesco De Gregori si rifà invece il cantautorato retrò del calabrese Dario Brunori, alias Brunori Sas, che in Vol. 1 ha racchiuso gran parte dell'immaginario infantile e adolescenziale dei trentenni di oggi. Un cofanetto da cui riemergono con colori sbiaditi figure come Sandro Pertini, Edwige Fenech ed Enzo Bearzot. Guardia '82 e Italian Dandy sono gli episodi più belli.
Altro protagonista di Abbabula è Dente (vero nome Giuseppe Peveri) che, dopo aver partecipato al progetto-compilation degli Afterhours, Il Paese è reale, è riuscito ad attirarsi un'attenzione notevole. Il motivo sta innanzitutto nei testi surreali che il cantante e chitarrista riesce a creare grazie a un connubio di ironia e paradosso che anima il suo terzo album L'amore non è bello. Un riferimento? Anima Latina di Lucio Battisti, uno dei dischi preferiti dall'artista di Fidenza.
SPAZIO AL ROCK. Ad Abbabula 2010 c'è spazio anche per le band. Da Pordenone sbarcano al festival i Tre allegri ragazzi morti che dal 1994 hanno messo in piedi un progetto in cui la musica è indissolubilmente legata all'immagine. Più che normale per il leader Davide Toffolo, voce, chitarra ma anche fumettista di culto della scuola di Andrea Pazienza. Suoi i progetti grafici dei dischi e le maschere in odor di Tim Burton che la band porta sul viso. Nel live di Sassari molti dei brani tratti dal reggaeggiante Primitivi del futuro e le hit più belle, da Occhi bassi a Mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll (cover degli Art Brut). Sempre sulla via dell'indie-rock, ecco i livornesi Virginiana Miller in tour per lo Stivale con Il primo lunedì del mese, ottava fatica di una carriera ventennale iniziata nel 1997 con il disco Gelaterie sconsacrate (prodotto da Giorgio Canali ai tempi dei C.S.I.). Da sottolineare la collaborazione dei Baustelle per l'album del 2002 La verità sul tennis. Infine i Barnetti Bros, interessante progetto che vede tra gli autori anche Massimo Bubola (Coda di lupo, Fiume Sand Creek, Don Raffaè, Il cielo d'Irlanda), e che verrà presentato nell'Isola in versione trio dai cantautori Max Larocca e Andrea Parodi (omonimo del compianto ex-Tazenda) e dal violinista Fulvio A. t. Renzi.