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ECCO IL 'MOU', CINQUE PROPOSTE PER LE IMPRESE DEL MEDITERRANEO

Cagliari, 3 mag 2010 (CHB) - Le Camere di commercio protagoniste della crescita economica e dell'integrazione nell'area mediterranea. Oggi nella sede della Camera di commercio del capoluogo è stato presentato il "Mou" (Memorandum of understanding), il documento di rilancio dei territori del bacino del Mediterraneo approvato questo pomeriggio durante la prima assemblea (in collaborazione con Unioncamere) delle Camere di commercio italiane della rete Ascame, l'associazione che riunisce circa duecento membri fra Enti camerali, agenzie e centri di 23 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La Camera di commercio di Cagliari, guidata dal presidente Giancarlo Deidda, è stata nominata rappresentate delle Camere di Commercio italiane di Ascame.

L'obiettivo delle Camere italiane di Ascame, fissato nel "Mou" è "di rilanciare un ruolo attivo del sistema camerale italiano nei processi di crescita e di integrazione dell'area mediterranea facendosi interpreti delle esigenze del territorio di appartenenza". Sono cinque le linee guida per incentivare la politica di interscambio: 1) Rilanciare nell'area del Mediterraneo le Camere di commercio come istituzioni autonome e funzionali agli interessi economici. 2) Porre una speciale attenzione sul tema dell'informazione per le imprese. 3) Realizzare una progettualità comune nel settore della formazione manageriale e imprenditoriale. 4) Rilanciare la collaborazione tra soggetti economici e produttivi delle aree del Mediterraneo. 5) Sviluppare gli interscambi culturali.

L'assemblea è stata un'occasione di confronto con le altre realtà del Mediterraneo per mettere a fuoco le grandi potenzialità offerte dall'interscambio tra le due sponde del mare. "La Sardegna è al centro di queste aree", spiega il presidente della Camera di commercio di Cagliari, Giancarlo Deidda, "e il Mediterraneo deve diventare un punto d'incontro. Il fatto di farlo nel mondo delle imprese può essere un'occasione, ma anche una necessità per evitare che si generino conflitti. Ci sono risorse messe a disposizione dall'Unione europea per l'integrazione di questi due mondi che hanno sempre dialogato". Un dialogo che con Ascame è iniziato nel 1982 con l'adesione di rappresentanti di otto nazioni. "Oggi siamo la più grande organizzazione del Mediterraneo con duecento membri di 23 Paesi", afferma il presidente della rete Ascame, il turco Murat Yalcintas, "La nostra associazione sta lavorando sodo per rafforzare la cooperazione e la partnership con un continuo scambio di competenze, conoscenze e know how. Stiamo rafforzando i legami con i decision makers: l'Unione europea, ma anche gli Stati Uniti dove non esiste la concezione di un'unica area mediterranea". Un ruolo fondamentale lo gioca l'Italia: "Abbiamo 105 Camere di Commercio divise in 20 grandi sistemi regionali", conferma il presidente della Unioncamere Ferruccio Dardanello, "alle quali si aggiungono le 75 disseminate nel mondo, frutto dell'emigrazione, e 35 estere presenti in Italia. Il Mediterraneo o un è mercato con mezzo miliardo di abitanti: immaginiamoci quali opportunità può offrire". Potenzialità da sfruttare anche grazie ai programmi di cooperazione transfrontaliera dell'Unione europea: "Spesso molti partner", sottolinea il segretario generale della Confederazione delle associazioni di business egiziano-europee Alaa Ezz, "non sanno dove sono gli investimenti e come accedervi". Parole condivise da Paul Bashat, coordinatore per il Mediterraneo della Camera di Commercio e Industria di Marsiglia-Provenza: "In un mondo globale", afferma il rappresentante francese, "c'è bisogno di far sentire la nostra voce come area mediterranea: è fondamentale promuovere una maggiore collaborazione".

Quello in cui opera Ascame è un potenziale bacino con un volume d'affari di circa 2.400 milioni di euro. "L'area mediterranea", sottolinea Marilina Labia, dirigente della Fondazione Istituto Tagliacarne, "è profondamente eterogenea. Secondo le previsioni nel 2005 la popolazione si attesterà intorno a 620 milioni di abitanti: una crescita sostenuta quasi del tutto dai Paesi extra Unione europea". Numeri che sono interpretati come una potenzialità: "Il Mediterraneo", sottolinea il vicesegretario generale di Unioncamere, Sandro Pettinato, "rappresenta l'area che avrà maggiori potenzialità di sviluppo. Le imprese ci chiedono rapporti stabili e l'apertura verso i mercati più promettenti". Una grossa opportunità è offerta dal programma europeo Enpi-Cbc che coinvolge anche i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. "Per questo processo di collaborazione", conferma Anna Maria Catte, direttore generale dell'Ufficio di autorità di gestione comune del progetto, "sono stati stanziati 173,6 milioni di euro più un dieci per cento di cofinanziamento da parte degli Stati. Sono state indicate quattro priorità: la promozione socio-economica, la sostenibilità ambientale, il dialogo culturale, la mobilità di persone, beni e capitali. L'Italia gioca un ruolo di protagonista". Nel suo intervento, il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, ha sottolineato l'importanza della rete camerale per lo sviluppo delle politiche nel Mediterraneo confermando in tal senso il rapporto di collaborazione con la Camera di commercio di Cagliari. (chartabianca 20:51)