(NOSTRO SERVIZIO) Cagliari, 17 mag 2010 (CHB) - Con un indice di 70, la provincia di Oristano ha più alto indice di rischio usura in Sardegna e si colloca al 26esimo posto della classifica delle province italiane capeggiata da Vibo Valentia (indice 100), Catanzaro e Caserta. Sull'Isola seguono Nuoro (28esima posizione, indice 68,7), Sassari (32esima con 61,7). Cagliari occupa la 33esima posizione con un indice di 60,2. Lo rivela il rapporto Iru (indice rischio usura) dell'Eurispes che ha calcolato in 45 la media dell'indice di rischio. Tra le città meno vulnerabili al fenomeno: Trento (indice zero) e Bologna (6,3). Secondo la tabella, le quattro province sarde esaminate registrano un rischio medio-alto.
Secondo il Rapporto, in un contesto
socio-economico di difficoltà, come è
quello attuale, i fenomeni di sofferenza delle famiglie italiane
tendono ad
aumentare: il 28,6% delle famiglie non ha un reddito mensile tale da
consentirgli
di arrivare alla fine del mese; il 42,9% può sostenere economicamente le
proprie esigenze di consumo solo utilizzando i propri risparmi; il 23,3%
e il
18,1% delle famiglie, rispettivamente, dichiarano difficoltà nel
pagamento
delle rate del mutuo e del canone di affitto.
"Tali fenomeni di sofferenza coinvolgono, allo stesso
modo, il sistema produttivo italiano e, in particolare, il sistema delle
piccole e medie imprese, che rappresentano oltre il 99% delle imprese
attive in
Italia e che, oltre alle difficoltà congiunturali e strutturali, si
trovano a
dover affrontare un problema di accesso al credito, dovuto anche
all’entrata in
vigore dell’accordo di “Basilea2” che impone regole molto più stringenti
nell’erogazione del credito da parte degli intermediari finanziari.
Proprio per
la loro natura, le Pmi sono ritenute più rischiose e viene loro
attribuito un
rating molto basso, con una conseguente minore possibilità di accesso al
credito che, qualora venga loro concesso, è aggravato dall’applicazione
di
condizioni contrattuali particolarmente gravose". (chartabianca 10:10)