In particolare, l'ALCOA ha confermato la volontà di rimanere in Italia (dove ha complessivamente 1.150 dipendenti ed è presente anche nel sito industriale di Modena) e si è impegnata a dare seguito ad un piano di investimenti programmati così ripartito:
- stabilimento di Portovesme: 60 milioni di euro complessivi, di cui 40 milioni di euro per migliorare l'affidabilità degli impianti e recuperare piena capacità produttiva e circa 20 milioni per la ricostruzione routinaria delle celle di elettrolisi;
- stabilimento di Fusina: 34,6 milioni complessivi, di cui 25 milioni di euro per le aree fonderia, laminazione a caldo, laminazione a freddo e finitura, ed altri 9,6 milioni di euro per la manutenzione
Con la firma dell'accordo, si avviano le procedure per la sospensione temporanea della produzione di alluminio primario a Fusina. Il piano industriale prevede la fermata temporanea dello "smelter" per porlo in condizioni di sicurezza e per la manutenzione al fine di consentirne il riavvio. Per quanto riguarda l'esodo volontario di personale dello stabilimento di Fusina, esso avverrà meditante la mobilità e l'accompagnamento alla pensione.
Azienda e organizzazioni sindacali si sono inoltre impegnate a garantire la priorità di inserimento nei successivi programmi di assunzione dei lavoratori che attualmente hanno contratti in somministrazione. L'accordo raggiunto prevede incontri annuali tra le parti per la verifica delle questioni nazionali e semestrali per quelle locali, mentre il ministero delle Sviluppo Economico si è impegnato a monitorare l'attuazione del piano industriale e ad operare, in accordo con gli interessati, per favorire il consolidamento in Italia delle attività produttive dell'ALCOA. (chartabianca, 19:29)