"Plurime rilevazioni operate in ambito nazionale e regionale da autorevoli società di ricerca hanno fornito - spiega ancora Cappellacci - una stima certa e oggettiva delle pre-sintonizzazioni, e, dunque, delle scelte attivamente compiute dagli utenti, confermando che fra le abitudini e le preferenze degli stessi utenti vi sono quelle che assegnano una priorità di posizionamento alle emittenti regionali". Il Governatore della Sardegna richiama anche la violazione del principio della concorrenza e le gravi conseguenze economiche ed occupazionali che il provvedimento causerebbe alle emittenti regionali, citando il caso della raccolta pubblicitaria. "E' ben noto che la capacità di raccogliere pubblicità da parte di ciascuna emittente dipende esclusivamente dall'audience vantata che a sua volta non può prescindere da una buona posizione nell'ordinamento dei canali. Lo schema delle modalità di attribuzione dei canali ai fornitori di servizi di media audiovisivi ideato dall'Autorità relativamente al citato principio del "rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti", finisce al contrario - osserva - per concretizzare la violazione della concorrenza, prefigurando nel contempo un ingiustificato "aiuto di Stato" alle imprese inserite "senza criterio" nei primi nove canali del telecomando''.
Per tutte queste ragioni, il presidente della Regione Sardegna chiede, anche a nome delle altre Regioni, di emendare l'articolato dello schema di provvedimento concernente il piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre ,prevedendo che nel primo blocco di numerazione (dall'1 al 9) siano riservati adeguati spazi per le emittenti regionali/locali di qualità, anche con prevalenza rispetto a canali generalisti nazionali, facendo in modo che alle stesse tv regionali siano altresì riservate 10 posizioni consecutive a partire dal primo blocco di numerazione. (chartabianca 14:56)