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TURISMO, IN SARDEGNA NON ALBERGANO PRIMATI

Roma, 8 giu 2010 (CHB) - La Sardegna non figura tra le regioni con particolari primati nel settore alberghiero. L'Isola non è ai primi posti in classifica per numero di strutture, classificazione, pernottamenti annui o posti letto. Lo attesta il Sesto rapporto sul sistema alberghiero italiano presentato oggi a Roma in occasione della 60^ assemblea di Federalberghi e realizzato in collaborazione con la società Mercury di Firenze. All'incontro hanno partecipato anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.

L'ITALIA E L'EUROPA. Dal 1950 (anno della costituzione della FederalberghI) il numero delle strutture ricettive è passato da 20 mila ad oltre 34 mila unità, quello dei posti letto da 365 mila a poco più di 2,2 milioni di oggi e le camere da 216 mila nel 1950 a quasi 1,1 milioni di oggi. L'Italia, con le sue 1,1 milioni di camere alberghiere è quarta nel mondo, dietro gli USA (4,6 milioni di camere), il Giappone (1,7 milioni) e la Cina (1,6 milioni). L'Italia in Europa è prima per numero di camere (1,1 milioni) e posti letto (2,2 milioni) sopravanzando la Germania (920 mila camere e 1,7 milioni letti), la Spagna (840 mila camere e 1,7 milioni letti) e la Francia (630 mila camere e 1,3 milioni letti). Il tasso lordo di occupazione annua della camere vede l'Italia al 20° posto in Europa con il 31,3% rispetto ad una media europea del 36,4%. Ci sopravanzano la Francia (44,1%), la Spagna (43,6%) e l'Austria (38,9%). Quanto alle presenze alberghiere, l'Italia è seconda con 252 milioni di pernottamenti, sopravanzata solo dalla Spagna che registra 268 milioni di pernottamenti alberghieri. Seguono a distanza la Germania con 218 milioni e la Francia con 202 milioni di pernottamenti.

I NUMERI DELLE REGIONI E DELLE REALTA' LOCALI. In Italia le presenze turistiche annuali ammontano a quasi 374 milioni (96 milioni di arrivi), di cui 252 milioni alberghiere (e 77 milioni di arrivi) e 122 milioni extralberghiere (ed oltre 18 milioni di arrivi). Quasi il 60% della clientela è italiana, la restante è estera. Il 31% degli alberghi si trova in località di mare, il 19% in località d'arte maggiori e minori, il 15% in località montane, il 5% in località termali, il 4,5% in località lacuali ed il restante tra città d'affari, località collinari e religiose. In Italia esistono complessivamente tra alberghi, campeggi, villaggi, agriturismi, bed&breakfast ed alloggi in affitto oltre 140 mila strutture con quasi 4,7 milioni di posti letto. La regione italiana dotata del maggior numero di alberghi è il Trentino Alto Adige con 5.862 strutture seguito dall'Emilia Romagna con 4.618 e dal Veneto con 3,248 alberghi. Il maggior numero di posti letto spetta invece all'Emilia Romagna con quasi 300 mila letti, seguita dal Trentino Alto Adige con 245 mila letti e dal Veneto con 221 mila letti. La Toscana con 43 alberghi detiene il primato delle strutture a 5 stelle. Le 4 stelle primeggiano invece in Lombardia con 514 strutture. Le 3 stelle vedono il record in Trentino Alto Adige con 3.226 strutture che detiene anche il primato per i 2 stelle (1.509) e per gli 1 stella (647). Roma è la città col maggior numero di posti letto: 102 mila, seguita da Rimini con 68 mila e Milano con 49 mila. Il Trentino Alto Adige è la regione col maggior numero di pernottamenti annui (33,7 milioni), seguito dall'Emilia Romagna (30,6 milioni) e dal Veneto (28,6 milioni). La provincia col maggior numero di pernottamenti annui è Roma con 23,6 milioni, seguita da Bolzano con 22,4 milioni, Rimini con 14,6 milioni, Venezia con 13,7 milioni e da Milano con 10,2 milioni.

Il 5,6% degli alberghi presenti in Italia, pari a 1912 strutture, appartengono a catene (di cui il 30% estere), il restante 94,4%, pari a 32.242 strutture, sono alberghi individuali. I consumi turistici ammontano ogni anno a quasi 100 miliardi di Euro tra italiani e stranieri, un terzo dei quali imputabile agli alberghi (33 miliardi di Euro).

"L'Italia rischia di diventare un Paese arretrato per le proprie ataviche carenze infrastrutturali ed il nostro turismo rischia a sua volta di essere fagocitato da questo fattore divenuto ormai imprescindibile nella competizione mondiale del Terzo Millennio". È quanto affermato dal Presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, in apertura dei lavori della 60^ Assemblea in svolgimento a Roma alla presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e del Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla. "Pur apprezzando la manovra di aggiustamento della Finanza Pubblica -ha aggiunto Bocca- manifestiamo la contrarietà della categoria alla possibilità che venga reintrodotta la tassa di soggiorno.

"Chiediamo al Governo maggiore attenzione al settore del turismo -ha proseguito Bocca- uno dei pochissimi settori economici di questo Paese che ancora produce occupazione, non delocalizza le proprie unità produttive e non può immagazzinare l'invenduto. "Di conseguenza -ha sottolineato il Presidente degli Albergatori- una politica realmente orientata a supportare questo settore, che riteniamo strategico nell'economia italiana non solo nell'immediato ma soprattutto nel medio-lungo periodo, dovrebbe varare iniziative a nostra misura ed esigenza. "Quali -ha concluso Bocca- la ridefinizione della Governance unitaria del settore, l'eliminazione di oneri burocratici che gravano sulle imprese senza essere produttivi, la riduzione della tassazione propria ed impropria sulle imprese e la cancellazione definitiva di ogni ipotetica imposta di soggiorno". (chartabianca, 18.15)