Quattro le richieste inserite nel documento:
1) Attribuire al libero professionista il ruolo privilegiato di interlocutore con la P.A., nello svolgimento di intermediario alla ricerca di una soluzione che soddisfi pubblico e privato. Un ruolo da riempire di contenuti che sia una vera carta distintiva di qualità rispetto al resto delle attività.
2) Riconoscere nell'ambito del medesimo Ordine o Collegio un distinguo tra il libero professionista autonomo (titolare di autonomia organizzativa, indipendenza, e confronto con il mercato), da quello ‘aziendalizzato' (titolare di indipendente professione intellettuale ma non di mezzi propri, autonomia organizzativa e indipendenza creativa).
3) Tutelare la qualità della professione intellettuale che nulla ha a che fare con a mera fornitura di servizi.
4) Riempire il contenitore delle nostre competenze di nuovi profili adeguati al mutamento del sistema sociale, economico e tecnologico, in quanto naturali
portatori di innovazione e agenti di stimolo verso l'innovazione del sistema tesso.
Oltre ad evidenziare la bontà della proposta di legge regionale presentata dall'onorevole Gabriella Greco, che si farà portavoce delle istanze a livello Isolano, nell'incontro è stato chiesto anche ad Antonino Lo Presti, (vicepresidente "Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale" e del "Comitato per la Legislazione") di portare su un tavolo Nazionale il documento che rappresenta la realtà degli Ordini Professionali della Sardegna, riconoscendo loro il il ruolo di Terzo Settore economico, produttivo di ricchezza e occupazione e meritorio di uno spazio di discussione più ampio rispetto a quello fino ad oggi riservato. L'A.Pro.S. ha salutato positivamente le azioni di welfare previste sia nella proposta regionale che nella manovra Lo Presti, attraverso un fondo di rotazione per i giovani liberi professionisti in avvio di carriera e sia attraverso strumenti giuridici flessibili a disposizione del professionista in difficoltà finanziaria temporanea per crediti incagliati, rifiutando l'atteggiamento perverso di chi di fronte a nuovi percorsi universitari, pretende di rivendicare nuovi spazi professionali che in realtà sono tipici e propri, seppur nuovi, di professioni esistenti e regolamentate. (chartabianca, 18:10)