Napoli, 15 giu 2010 (CHB) - Ci sarà anche una delegazione dell'Ance Sardegna domani a Napoli per l'Assise generale dei costruttori di Confindustria, organizzato dal Comitato per il Mezzogiorno dell'Ance, cui parteciperanno i presidenti delle regioni del sud Italia. L'importante appuntamento economico, si propone di denuciare la crisi strutturale che dagli ultimi anni investe pesantemente l'edilizia, mettendo in ginocchio l'intero comparto. "Ripartiamo dal sud. Il mezzogiorno unito per superare la crisi"; questo titolo emblematico raccoglie il malessere e il grido d'allarme che si leva dalle piccole e medie aziende. In un'azione congiunta i costruttori di Confindustria, sollecitano maggiore attenzione da parte della politica e correttivi, per rimettere in moto lo sviluppo e riqualificare le diverse realtà territoriali italiane. I presidenti regionale e provinciali dell'Ance Sardegna, porteranno a Castel dell'Ovo a Napoli, proposte fattive per il rilancio dell'ediliza privata e un programma "anticrisi" per le imprese. Parteciperanno al confronto- dibattito con i rappresentanti del Governo e dei sindacati Filca, Feneal e Fillea e chiederanno interventi a sostegno del settore.
Dopo un trend positivo e una crescita ininterrotta durata oltre sette anni, l'edilizia dal 2004 ha avuto uno stop, determinato anche dalla burocrazia farraginosa, che si è registrato in tutta Italia. Ma è soprattutto al sud che la crisi ha prodotto gli effetti più drammatici. In tre anni, (2008 - 2010), si prevede una riduzione del 18% degli investimenti su base nazionale. Secondo le stime, si perderanno complessivamente 137.000 posti di lavoro, di cui 50.000 nelle regioni meridionali. In Sardegna le costruzioni, da sempre volano dell'economia, rappresentano il 9,6% del PIL ed il 48% dell'occupazione industriale. Negli ultimi due anni (2008-2009) i dati sono stati accompagnati dal segno meno, con una riduzione di 8.000 posti di lavoro. In media 10 operai edili al giorno, dall'inizio del 2010, si ritrovano disoccupati. Nel 2009 nell'isola, si è assottigliato di 1400, il numero delle imprese di costruzioni. Non è andata meglio per gli investimenti in opere pubbliche, diminuiti del 49% nel 2008, rispetto allo scorso anno. (chartabianca, 13:02)