Venerdì 30 gennaio 2026 - 21:42

FONDI AREE SOTTOUTILIZZATE, BENE LA SARDEGNA

Roma, 20 lug 2010 (CHB) - Nel panorama a tinte fosche del Mezzogiorno d'Italia, che emerge dal Rapporto 2009 sugli interventi nelle aree sottoutilizzate stilato dal Governo, la Sardegna è una delle Regioni più virtuose su diversi fronti: scolarizzazione, asili nido, soprattutto nella raccolta differenziata dei rifiuti (visto che che ha ormai superato, con il 35 per cento di raccolta differenziata, molte Regioni dell'Italia centrale).

Discontinuità è la parola d'ordine della nuova strategia del Governo per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse destinate alle cosiddette aree sottoutilizzate.
La presentazione del Rapporto 2009 sulle aree sottoutilizzate è stata l'occasione per il ministro Fitto - appena nominato a capo delle politiche di coesione territoriale - per indicare le linee lungo le quali il Governo intende muoversi sui fondi FAS nel prossimo futuro.  Il Rapporto segnala come, in molti casi, la realizzazione degli interventi risulti ancora largamente insufficiente. Per superare ritardi ed inefficienze occorre, da un lato, rendere concretamente attuabile la concentrazione delle risorse su grandi progetti infrastrutturali, e dall'altro migliorare l'offerta di servizi pubblici, puntando sui risultati effettivi e richiamando senso di responsabilità a tutti i livelli. Il Rapporto, giunto alla sua dodicesima edizione, riferisce al Parlamento sulle tendenze economiche e sociali nei territori del Mezzogiorno e del Centro-Nord, sulle risorse destinate allo sviluppo e sull'attuazione dei principali strumenti di politica regionale. Realizzato dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico, il Rapporto è stato presentato quest'anno dal Ministro per Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, in applicazione della nuova delega per l'attuazione delle politiche di coesione territoriale. Tali funzioni sono state attribuite al già ministro per i Rapporti con le Regioni dal Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art.7, cc. 26-29 del decreto-legge n. 78 del 2010 (manovra correttiva).

Il Rapporto ci dice che nel Mezzogiorno è:
a) più grave la situazione occupazionale (nel 2009 è ulteriormente peggiorata con una caduta dei livelli occupazionali del 3 per cento, contro il meno 1,1 del Centro Nord);
b) stanno peggio soprattutto i giovani (nel 2009 il 36% dei giovani del Sud risulta disoccupato, contro un dato del 20% circa del Centro Nord);
c) il contesto sociale rende più difficile avversare il fenomeno degli abbandoni scolastici, garantire livelli adeguati di sicurezza e di legalità, nonostante i grandi risultati sin qui raggiunti dal Governo nella lotta alla criminalità organizzata.
Il Rapporto è impietoso nel segnalare (e quantificare) le condizioni di ritardo che ancora caratterizzano il Mezzogiorno nell'istruzione, nei servizi socio sanitari e per la popolazione, nei servizi ambientali, nel servizio idrico integrato, nella dotazione di infrastrutture, in particolare di trasporto e di comunicazione, nel funzionamento delle reti.
Analizzando i dati ci si accorge che la fotografia statica del divario attuale è più composita. In alcuni territori del Mezzogiorno (in alcune Regioni ma a volte anche in aree sub regionali) si registrano elementi, non ancora sistematici, di dinamicità.

Queste dinamiche, infatti, ci dicono due cose:
a) i progressi, gli avanzamenti, i miglioramenti sono possibili;
b) bisogna valorizzare di più i progressi quando si registrano ma, soprattutto, bisogna renderli più solidi, evitare che una volta conseguiti si facciano passi indietro, renderli irreversibili.
Riguardo l'effettivo utilizzo delle risorse comunitarie e nazionali, dal Rapporto emerge che:
- le risorse comunitarie del ciclo 2000-2006 assegnate all'Italia sono state quasi integralmente utilizzate (le risorse non utilizzate sono state pari all0 0,33% del totale);
- le ingenti risorse comunitarie del ciclo 2007-2013 (60,5 miliardi di euro, di cui 43,6 concentrate nelle Regioni Convergenza) sono in corso di programmazione, con qualche ritardo ma nel sostanziale rispetto degli obiettivi annuali di spesa (rilevanti per evitare il disimpegno automatico) anche grazie alle recenti modifiche regolamentari che hanno ridotto per il 2010 gli obiettivi di spesa;
- l'avanzamento procedurale delle opere programmate, nello stesso periodo, nell'ambito degli Accordi di Programma Quadro finanziati anche dal Fondo Aree Sottoutilizzate con le Regioni, evidenzia per il Mezzogiorno che solo il 27% degli interventi è stato completato, il 46% ha aperto i cantieri e l'11% è prossimo all'apertura, mentre il 15% si trova ancora in fase progettuale. Nel Centro Nord lo stato d'avanzamento dei progetti è più elevato: 32 per cento sono i lavori chiusi e 50 per cento i cantieri aperti.
In tutto l'arco di programmazione precedente ed in quello attuale si conferma una cronica incapacità del sistema a produrre progettazioni e flussi di spesa adeguati qualitativamente e quantitativamente al potenziale di risorse disponibile sulla base dei programmi nazionali e comunitari. Tutto ciò implica quindi la necessità di più concentrazione su opere e infrastrutture strategiche, di capacità di progettare e valutare (anche l'impatto delle opere sullo sviluppo dei territori) di più e meglio, significa collaborare di più fra amministrazioni centrali, regionali e locali, significa coinvolgere (recuperando un rapporto di effettiva cooperazione allo sviluppo regionale) i grandi investitori pubblici (ANAS, RFI in primo luogo) cui spetta una grande responsabilità e un grande ruolo nel rendere il Mezzogiorno un'area più moderna e competitiva.
La linea del Governo è su questo punto chiara: utilizzare intanto al meglio, cambiando tutto ciò che c'è da cambiare se necessario, le risorse aggiuntive che già ci sono. Dimostrare così di poter e saper fare meglio nell'aumentare l'efficacia degli investimenti e l'efficienza della gestione ordinaria della spesa pubblica.

Road map degli impegni futuri
entro la fine di luglio, ricognizione definitiva e condivisa:
1. dello stato di attuazione della programmazione 2000 -2006 del FAS
2. della consistenza ed impiego delle cosiddette risorse liberate, dei rimborsi comunitari ottenuti a fronte della rendicontazione di opere finanziate con fondi nazionali ed inserite nell'elenco delle realizzazioni dei Programmi Operativi Regionali e Nazionali;
3. dello stato di attuazione della programmazione comunitaria 2007 - 2013. (chartabianca, 13:25)

IL RAPPORTO ANNUALE 2009 E LA SARDEGNA