La riforma prevede per i mediatori creditizi l'obbligo di costituire società con un minimo di 120 mila euro di capitale, importo che potrebbe provocare la scomparsa di numerosi professionisti del settore e, di conseguenza, maggiori difficoltà nell'accesso al credito. L'appello del vice presidente di Confcommercio Cagliari, Raffaele Bistrussu e del direttore dell'associazione Giuseppe Scura: "In una realtà di piccoli operatori come la Sardegna, l'obbligo di una cifra così elevata rischia di penalizzare pesantemente tutto il settore: chiediamo alla categoria una maggiore unità altrimenti rimarranno soltanto i grandi gruppi". Secondo Marco Mainas, presidente provinciale Fimaa Cagliari, "le nuove norme causeranno un terremoto che si abbatterà sul settore e le piccole realtà sarde verranno penalizzate pesantemente".
A livello nazionale i mediatori creditizi sono circa 120 mila e, con gli effetti della riforma, quasi 80 mila rischiano di non poter più svolgere la professione. "Prima di questa norma - sottolinea Paolo Pesando (consulente legale nazionale Fimaa Italia) - bastava una dichiarazione alla Banca d'Italia per cominciare a lavorare. Questa legge sarà una rivoluzione nel sistema della mediazione creditizia". Giancarlo Vinacci (amministratore delegato Mediofimaa) rileva che è fondamentale "studiare una soluzione per evitare di arrivare ai 120 mila euro obbligatori". (chartabianca 18:14)