Dall'indagine si deduce anche che nell'Isola, nel 2007, anno pre-recessione, la crescita media del PIL pro capite è stata del 16,8%, con un ribasso netto nel 2009, 10,4%. Nel biennio 2011-2012 la crescita si attesta sull'11,2%. Secondo l'analisi di Confcommercio, in termini di Pil pro capite, è il Mezzogiorno a registrare le migliori performance, dal 2000 ad oggi, ma lo studio specifica che ciò si è verificato "in virtù della minore crescita della popolazione di quest'area il cui divario con il resto del Paese rimane elevato e destinato, in assenza di interventi specifici, ad incrementarsi ulteriormente in futuro con una perdita progressiva di ricchezza prodotta". Vale a dire che "a fronte di un prodotto che cresce poco o rimane stabile, la riduzione della popolazione fa apparire la dinamica del dato pro capite meno sfavorevole di quanto effettivamente sia".
Le riduzioni più significative del Pil prodotto nel biennio di crisi, in particolare nel 2009, si sono registrate in Piemonte (-6,4%), Lombardia (-6,5%), Veneto ed Emilia Romagna (-6,1%). Il Nord, anche a causa di una maggiore presenza di imprese industriali medio-grandi orientate all'export, è quello che ha risentito maggiormente degli effetti della recessione. Umbria e Abruzzo (- 7%) hanno palesato le maggiori difficoltà tra le regioni del Centro e del Sud. A livello nazionale il tasso di crescita del PIL si attesterà quest'anno a +0,7% (dal precedente +0,8%), rallentando ulteriormente nel 2012 con un +0,3% (da +1%); quanto ai consumi, + 0,7% (da +0,8%) per il 2011 e +0,2 (da +1,1%) nel 2012. (chartabianca 12:52)