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NAUTICA, TASSA STAZIONAMENTO:  TRENTAMILA BARCHE IN MENO

(CHB) - Roma, 28 feb 2012 - Sono già 30mila le barche in fuga dai porti italiani dopo il provvedimento del governo (che entrerà in vigore dal prossimo maggio) sulla tassa di stazionamento dei natanti. Così’ oggi riporta Il Sole 24 Ore. Se la normativa non sarà cambiata, denuncia Ucina, la Confindustria nautica, i porti italiani rischiano di perdere quest’anno 75mila imbarcazioni da diporto, la metà di quelle ormeggiate nei 153mila posti barca esistenti in Italia. E tutto a favore degli scali concorrenti di Francia, Spagna, Croazia e Grecia. 

Secondo quanto dichiarato da Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina, questi sono dati che portano a un mancato indotto generato dai superyacht pari a 210 milioni di euro; investimenti portuali a rischio fino a 1,4 miliardi; una riduzione delle entrate dirette dello Stato derivanti dal turismo nautico pari a 104 milioni e 9mila posi di lavoro a rischio. Si stima inoltre una flessione del 35 % del mercato interno della cantieristica. Insomma, di fronte ad una tassa con la quale il governo intende ottenere 200 milioni di euro, denuncia ancora Ucina, si prefigura un danno stimato al settore di 1,5 miliardi.

“Abbiamo pensato ad una alternativa che porti al governo lo stesso flusso di denaro”, ha detto Albertoni, “ad una sorta di bollo annuale, una tassa che sia pagata per l’intero anno da tutti gli italiani che possiedono una barca, con l’obbligo di denunciare nella dichiarazione dei redditi le imbarcazioni estere”. (CHARTABIANCA)