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OSPEDALI, REGIONE ATTIVA POSTI "OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA"; 7 A ORISTANO

(CHB) - Oristano, 10 feb 2014 - Fino a sette posti di Osservazione breve intensiva (Obi) all'ospedale “San Martino” di Oristano, fino a due al “Mastino” di Bosa e uno al “Delogu” di Ghilarza. E' quanto previsto dalla delibera regionale 3/26 del 2014, con cui viene dato mandato ai direttori generali delle Aziende sanitarie di programmare l’istituzione delle strutture di Osservazione breve all'interno degli ospedali, prevedendo una contestuale disattivazione di un uguale numero di posti letto di Medicina generale.
L’Obi, secondo quanto contenuto in delibera, dovrà essere ubicata in un’area, possibilmente adiacente al Pronto Soccorso, dove i pazienti possano essere sottoposti ad osservazione clinica intensiva solitamente per un tempo non superiore alle 24 ore. Di norma è assegnato un posto letto tecnico di Obi ogni 4.000-8.000 accessi in Pronto Soccorso, a seconda che l'ospedale si trovi in un’area ad alta o bassa densità abitativa. Secondo tali criteri, l'Azienda Sanitaria Locale n. 5 potrà quindi istituire fino a dieci posti di Osservazione breve intensiva, suddivisi tra i tre nosocomi della provincia di Oristano in base al numero di accessi effettuati al Pronto Soccorso e alla densità abitativa del territorio in cui sorge il presìdio.
"Si tratta di un traguardo importante - fa sapere la Asl di Oristano - in particolare per i pazienti degli ospedali di Bosa e Ghilarza. Grazie alla nuova disposizione regionale, infatti, il “Mastino” e il “Delogu” potranno vedere rafforzata l'offerta sanitaria in urgenza: i due posti letto tecnici di Obi a Bosa andranno a sostituire quelli della vecchia astanteria, posti di degenza che risultavano peraltro disattivati in virtù della normativa regionale sull'occupazione dei posti letto, mentre a Ghilarza il posto di Osservazione breve intensiva sarà istituito ex novo.
L'Obi, che viene attivata in Sardegna per la prima volta, è un'opzione a cui si ricorre quando il paziente che accede al Pronto Soccorso ha bisogno di un inquadramento diagnostico-terapeutico più approfondito e prolungato rispetto a una visita ordinaria, ma non tale da giustificare un ricovero in ospedale. In sostanza, i medici che operano in emergenza potranno trattenere il paziente di norma fino a 24 ore in un ambiente riservato ed adeguato, per seguirne le variazioni delle condizioni cliniche, valutare gli effetti delle terapie che gli vengono somministrate, assumere una decisione più completa sulla sua necessità di ricovero o di dimissione. L’attivazione dell’Obi assicurerà, quindi, una maggiore appropriatezza rispetto all’ammissione del paziente in ospedale o alle sue dimissioni ed avrà una funzione di filtro ai ricoveri provenienti dal Pronto Soccorso (le attività in Obi a cui non segue un ricovero riguardano di norma il 70-80% dei pazienti osservati) garantendo così un utilizzo delle risorse economiche più congruo ed oculato".  (CHARTABIANCA) red