- “I servizi e le prestazioni legati al terzo settore sono a rischio; la Regione deve cambiare le sue scelte di governo sulle politiche sociali”. Lo chiede il Coordinamento delle organizzazioni del terzo settore che questa mattina ha ribadito alla Regione la “necessità di rilanciare un comparto che conta circa trentamila occupati, quindicimila organizzazioni e cinquantamila volontari”. Del Coordinamento fanno parte, tra gli altri, Confcooperative, Acli, Legacoop, Arci e Fondazione Randazzo che sottolineano come già due mesi fa, avevano inviato una lettera alla Regione chiedendo l'attuazione della legge 23 del 2005 sul sistema integrato dei servizi alla persona. Secondo il Coordinamento, le richieste sono rimaste inascoltate.
Francesco Sanna (Federsolidarietà) sottolinea come “in Sardegna c’è l'urgente necessità di pianificazione e programmazione in materia – chiarisce - in questi trent'anni le organizzazioni del terzo settore hanno contribuito a programmare e progettare le politiche di welfare in questa Regione – aggiunge Sanna - non possiamo essere considerati solo come la manodopera dei servizi alla persona". I rappresentanti del Coordinamento, inoltre, chiedono alla Regione di non affrontare il problema con interventi troppo settoriali: “L’Esecutivo ha un ruolo istituzionale di macro-programmazione, coordinamento e verifica". Tra le richieste avanzate, infine, c’è anche l'attuazione della Consulta regionale per i servizi sociali e sociosanitari, per cui erano stati pubblicati due bandi finalizzati alla designazione dei rappresentanti delle organizzazioni in seno all'organismo e, lamentano dal Coordinamento: “Questi bandi non hanno avuto alcun seguito”.
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