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Lunedì 08 agosto 2022 - 03:52

SANITA' ANIMALE, RETTORE CAGLIARI A MINISTRO: CAMBIARE LINEE GUIDA SU SPERIMENTAZIONE

(CHB) - Cagliari, 22 giu 2015 - Il rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, è la prima firmataria dell’appello rivolto da un vasto numero di scienziati e ricercatori al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in cui viene espressa seria preoccupazione per le sorti di un ampio e importante settore della ricerca scientifica italiana a causa della grave e perdurante paralisi delle procedure per l’approvazione dei progetti che prevedono l’utilizzo di animali. Il documento – in cui si chiedono profonde modifiche alle linee guida e il rispetto delle tempistiche previste – è firmato anche dal direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Silvio Garattini, dal direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Fabio Benfenati, da numerosi scienziati e altri rettori di importanti atenei italiani.

LA NORMA. In particolare, il decreto legislativo n. 26 dello scorso anno – scrivono i ricercatori – prevede che il Ministero autorizzi ogni progetto entro 40 giorni dalla domanda, mentre “i tempi di attesa risultano oggi mediamente pari a cento giorni lavorativi”. Ma l’appello va oltre e contesta anche le linee guida di applicazione del decreto legislativo, che hanno introdotto una “pluralità di previsioni innovative” rispetto a quanto già previsto anche a livello europeo, e “condizioni ulteriori e più stringenti” per ottenere le autorizzazioni amministrative, con un aggravio dell’iter già di per sé complesso. I ricercatori si rifanno all’art. 33 della Costituzione e all’art. 13 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, che riconoscono l’esercizio della ricerca scientifica come libertà fondamentale dell’uomo. Contestata in modo particolare l’incompatibilità, definita dagli studiosi “irragionevole”, tra i ruoli di responsabile del progetto di ricerca e di responsabile del benessere degli animali e di veterinario designato, e alcuni obblighi di autocertificazione contenuti nel decreto. Le linee guida a parere dei firmatari dell’appello al Ministro sono di “dubbia legittimità e compromettono la prosecuzione e lo sviluppo della nostra attività di ricerca, anche e proprio nei settori della salute e del benessere per gli esseri umani e gli animali”.

IL VERTICE. Sul tema si è svolto nei giorni scorsi un incontro tra i ricercatori e i docenti dell’area biomedica dell’Università di Cagliari, che hanno firmato a loro volta un documento in cui “manifestano grande preoccupazione per quello che è, nei fatti, un blocco dell’attività di ricerca, che perdura oramai da circa 6 mesi”. “I ricercatori di area biomedica – si legge nel documento, che riporta più di 100 firme - esprimono la convinzione che sia necessario promuovere un’azione nazionale coordinata da parte delle università e dei centri di ricerca, affinchè emergano le contraddizioni e le gravi restrizioni rispetto alla Direttiva europea, che potrebbero di fatto compromettere irreversibilmente la ricerca biomedica in Italia, pregiudicandone gravemente la competitività in ambito internazionale. Fermare la sperimentazione animale significherebbe ostacolare il progresso della medicina nel nostro paese, innescando una crisi che avrebbe pesanti ricadute di natura sanitaria, occupazionale ed economica. Auspichiamo che nessuno voglia prendersi tale responsabilità, e riteniamo che i cittadini dovrebbero essere ben consapevoli di tutto questo”.

VIVISEZIONE. Pochi giorni fa la Commissione europea ha bocciato la petizione popolare “stopvivisection”, con la motivazione che sebbene si auspichi una graduale riduzione della sperimentazione animale, al momento la sperimentazione animale continua ad essere importante per tutelare la salute umana e animale e l’integrità dell’ambiente, riconoscendo pienamente la necessità di vedere realizzati ulteriori progressi scientifici prima che si possano trovare alternative per tutti i settori in cui ancora è praticata la sperimentazione. (CHARTABIANCA) red AGRicoltura