Cagliari, 12 gen 2010 (CHB) - «Questa legge è una conquista per la nostra agricoltura, e assume ancora più valore perché approvata a grande maggioranza. Quando è passata nelle due Commissioni Quinta e Sesta in seduta congiunta l'ho definita, non a caso, "no-partisan". È un provvedimento epocale che disciplinerà il settore a tutto vantaggio delle nostre produzioni ed è il primo passo normativo verso la multifunzionalità». È il commento dell'assessore regionale dell'Agricoltura, Andrea Prato, dopo l'approvazione nel pomeriggio in Consiglio del testo unificato sulla promozione della qualità dei prodotti della Sardegna, della concorrenza e della tutela ambientale (presenti 49 consiglieri, favorevoli 48, astenuto 1 consigliere).
«È una legge - spiega l'assessore - che finalmente metterà ordine al fenomeno degli agriturismo, una opportunità per la nostra economia rurale che in passato ha comportato però diversi problemi. Questo provvedimento ha tra i suoi obiettivi controlli e vincoli più stringenti per l'approvvigionamento delle strutture agrituristiche, perché non deve più accadere che vengano serviti alimenti e prodotti spacciati per sardi quando di sardo non c'è nulla. E non deve più esserci la commistione tra agriturismo e di ristorazione classica che abbiamo conosciuto».
«Ma quella approvata oggi è anche e soprattutto una legge di educazione alimentare e di orientamento ai consumi, che avrà i suoi effetti pure nella ristorazione delle mense, nella distribuzione e nei supermercati di prossimità, quelli che troviamo sotto casa. È una norma che anche a livello nazionale sono sicuro farà scuola», conclude Prato.
SODDISFATTO MA PERPLESSO. L'assessore del Turismo, Sebastiano Sannitu, esprime un giudizio sostanzialmente positivo sulla legge per la promozione dei prodotti agro-alimentari di qualità appena approvata dal Consiglio regionale. «E' uno strumento che favorisce le produzioni locali e va incontro a un settore primario oggi in difficoltà», dice Sannitu, «inoltre garantisce un maggiore controllo dell'attività e una definizione del ruolo delle strutture agrituristiche. In questo caso la norma consente una limitazione della discrezionalità favorendo un rapporto più corretto in termini di concorrenza tra gli agriturismo e gli operatori alberghieri e della ristorazione».
L'assessore sottolinea che la legge porta un più corretto inquadramento dell'agriturismo nell'ambito dell'offerta complessiva. «Qualche perplessità riguarda l'articolo che modifica la legge regionale 23 giugno 1998, numero 18, relativamente al calcolo del numero dei coperti consentiti agli agriturismo che viene variato da 80 giornalieri a 1800 mensili. In questo si ravvisa la possibilità che si possano innescare meccanismi distorsivi della concorrenza nei riguardi delle strutture delle ristotrazione tradizionali», conclude Sannitu. (chartabianca 23:10)