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COSACEM A RISCHIO CHIUSURA, LA DENUNCIA DI DIANA E LOCCI (PDL)

Cagliari, 21 gen 2010 (CHB) - "Rischia la chiusura la cooperativa Cosacem Costruttori di Portoscuso che, dopo essersi aggiudicata dei lavori in subappalto nello stabilimento Saras di Sarroch, ha visto fallire la ditta appaltatrice, la Sirz Energy di Padova, verso la quale vanta un credito di quasi 700 mila euro". Lo denunciano in una nota il capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, Mario Diana, e il consigliere Giorgio Locci in un'interrogazione all'assessore regionale all'Industria, Sandro Angioni.

"Il 31 dicembre 2008 - è scritto in una nota stampa - la Cosacem ha rilevato in subappalto dalla Sirz Energy, che se li era aggiudicata dalla Saras, il montaggio e la verniciatura di una caldaia. Il costo dei lavori, da un importo iniziale di 3,2 milioni di euro, è lievitato fino a 6 milioni, con un impegno crescente della Cosacem che, per far fronte alle richieste della Sirz Energy, si è trovata a dover impiegare oltre quaranta operai. Nel luglio del 2009, dopo i primi mancati pagamenti di fatture della Cosacem da parte della Sirz Energy, la Saras ha deciso di revocare l'aggiudicazione dell'appalto, affidando i lavori ad un'altra società. In quel momento, la Cosacem, che il 30 luglio ha ultimato e consegnato i lavori, aveva maturato nei confronti della Sirz Energy crediti per 684 mila euro.
Il 6 agosto, a seguito di diverse lettere di diffida, la Cosacem ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti della Sirz Energy e, contestualmente, ha richiesto un pignoramento presso terzi ai danni della Saras, cui in precedenza aveva chiesto di bloccare il pagamento dei lavori alla ditta appaltatrice senza però ottenere alcun riscontro. La tardiva attivazione della Cosacem per riscuotere il credito è dovuta proprio alle continue rassicurazioni ricevute dalla Saras sul fatto che la Sirz Energy avrebbe saldato il proprio debito. La procedura non si è potuta concludere perché, nel frattempo, la Sirz Energy è fallita, rendendo così pressoché impossibile il recupero del credito da parte della Cosacem. Quest'ultima si trova, dallo scorso mese di luglio, nelle condizioni di non poter pagare gli stipendi a quaranta lavoratori tra dipendenti e soci.

La Sirz Energy è stata costituita il 31 gennaio 2008, pochi mesi prima di aggiudicarsi l'appalto della Saras, e ha rilevato dalla Sirz, società in liquidazione, il ramo d'azienda che si occupava della costruzione e manutenzione di caldaie. Il capitale sociale della Sirz Energy risultava versato in massima parte da una società immobiliare. Tutto ciò, secondo Diana e Locci, "denota un comportamento quantomeno superficiale, se non addirittura negligente, da parte della Saras nell'assegnare l'appalto". L'azienda della famiglia Moratti, infatti, avrebbe svolto "approfondite verifiche sulla capacità produttiva della Sirz Energy nel suo stabilimento padovano e controlli sulla sua situazione finanziaria affidati ad una società specializzata", ritenendo di affidarle comunque i lavori nello stabilimento di Sarroch".

I due esponenti del Pdl chiedono all'assessore Angioni se risulta che la Saras abbia liquidato alla Sirz Energy gli oltre 6 milioni di euro richiesti per i lavori oggetto dell'appalto e se ritiene che da parte della società padovana "vi sia stato un comportamento deliberato volto all'acquisizione di un'ingente somma di denaro da parte della Saras a danno di diverse imprese sarde cui la ditta ha subappaltato i lavori" (la Cosacem non sarebbe l'unica azienda isolana a vantare crediti nei confronti della Sirz Energy per lavori svolti nella raffineria). Infine, Diana e Locci chiedono l'intervento della Giunta regionale per "risolvere la grave crisi societaria e occupazionale della Cosacem, che rischia di travolgere oltre quaranta lavoratori e le relative famiglie", eventualmente proponendo alla Saras l'acquisizione totale o parziale dei crediti vantati dalla società cooperativa. (chartabianca 17:14)