Venerdì 30 gennaio 2026 - 14:41

COLDIRETTI, LA CRISI COLPISCE IL PANE E LA PASTA

Verona, 4 febb 2010 (CHB) - Le inefficienze e le speculazioni lungo la filiera agroalimentare nel 2009 sono costate alle tasche degli italiani e alle imprese agricole oltre 7 miliardi di euro con la classifica top ten dei prodotti che hanno subito il maggiore ricarico dal campo alla tavola composta nell’ordine da pane (+1745 per cento), carote (+1050 per cento), pasta (+490 per cento), uva da tavola (+422 per cento), radicchio (+390 per cento), limoni (+374 per cento), clementine (372 per cento), finocchi (+369 per cento), arance (+364 per cento) e mandarini  (+350 per cento) a pari merito con il latte. E’ quanto emerge dall’analisi presentata dalla Coldiretti all'incontro all'apertura della Fieragricola  di Verona “Crisi globale: come ne esce l'agricoltura?” con la partecipazione di esponenti istituzionali, economisti e rappresentanti delle imprese e l'esposizione e l’analisi degli inganni piu' eclatanti che costano caro ai consumatori italiani ed i produttori.
 
Secondo l'analisi della Coldiretti l'aumento dei prezzi per i prodotti alimentari è stato dell’1,8 per cento nel 2009, un punto percentuale superiore alla media generale dell'inflazione, nonostante il forte calo dell’11 per cento nei prezzi delle materie prime agricole, che sta provocando la chiusura delle aziende. Pochi centesimi pagati agli agricoltori diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale - sostiene la Coldiretti - i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Non meno grave è il danno per le imprese agricole italiane causato dal furto di identità: secondo dati Coldiretti l’inganno del falso Made in Italy a tavola, dovuto alla vendita di prodotti alimentari pagati come italiani senza esserlo, costa 70 miliardi alle tasche dei cittadini e riguarda in Italia due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta e oltre un terzo della pasta che è ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori. (chartabianca 14:46).