Quartu Sant'Elena, 12 feb 2010 (CHB) - "Credo che ormai si possa considerare una battaglia vinta". Così il sindaco di Quartu Luigi Ruggeri valuta il voto di ieri al Senato che ha consentito il ripristino delle agevolazioni fiscali e previdenziali riservate alle Zone Franche Urbane. I benefici erano stati modificati dal Governo attraverso il decreto "Milleproroghe" sul finire del 2009. Da lì era partita una mobilitazione guidata dallo stesso sindaco Ruggeri, che aveva riunito in un comitato le 23 città titolari di una ZFU.
Ottenuto anche l'appoggio dell'Anci, il gruppo di amministratori locali è riuscito a compattarsi in una posizione "bipartisan": al di là delle diverse estrazioni politiche, tutti i componenti hanno richiesto con forza il recupero dei contenuti originali delle zone franche. "Abbiamo sempre sostenuto - ricorda Ruggeri - che si dovessero rispettare le condizioni contenute nel contratto firmato lo scorso 28 ottobre dal ministro Scajola. Per definizione, un contratto impegna le parti a rispettare un accordo con obblighi e responsabilità precise. Dunque era impensabile che si potesse stravolgere tutto e cambiare le regole a partita iniziata".
Dopo il passaggio favorevole al Senato resta da superare l'esame della Camera. "Ma il Governo - sottolinea il sindaco Ruggeri - ha posto il voto di fiducia su tutto il testo che comprende anche il ripristino delle agevolazioni per le ZFU. Mi sembra improbabile che non scatti l'approvazione. Svuotare di senso le Zone Franche Urbane, del resto, sarebbe un atto con gravi conseguenze sulla credibilità dello stesso Governo".
Approvate le norme "salva benefici" resta da ottenere un adeguato regolamento attuativo delle zone franche interne alla città. "Siamo pronti a continuare la nostra azione di stimolo - promette il sindaco Ruggeri - per far decollare finalmente queste aree di stimolo allo sviluppo. Sono occasioni troppo importanti, nei tempi difficili che stiamo vivendo sul fronte dell'occupazione, per accettare un'andatura lenta nella fase decisiva verso il traguardo". (chartabianca, 16:47)