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Mercoledì 22 maggio 2024 - 04:37

ALLARME SMOG, RIPARTE IL TRENO VERDE DI LEGAMBIENTE

Roma, 16 feb 2010 - Anno nuovo, stesso allarme smog. A 45 giorni dall'inizio del 2010 sono Brescia e Monza le città italiane fuorilegge per aver superato il limite consentito dei 35 giorni di superamento dei livelli di Pm10, considerati dalla normativa il limite annuale consentito per salvaguardare la salute dei cittadini. Segue Milano sulla soglia del limite con 35 giorni, mentre già otto città hanno superato i 30 giorni, promettendo di oltrepassare presto il numero massimo consentito. Tra queste, Padova con 33 e Torino con 32. Scalano velocemente la classifica anche Napoli con 28, Venezia a 27 e Bologna a 25. Dati allarmanti, dunque, che prospettano anche per il 2010 un anno critico per lo smog in città.

A lanciare l'allarme è il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzato anche grazie al contributo di Telecom Italia, la campagna di monitoraggio sull'inquinamento atmosferico e acustico che festeggia i suoi 20 anni attraversando nuovamente l'Italia per informare su mobilità sostenibile, energia rinnovabile, risparmio energetico, scelte d'acquisto responsabili e una gestione ottimale dei rifiuti. A presentare i dati aggiornati sull'inquinamento atmosferico e l'edizione 2010 del Treno Verde, questa mattina alla stazione di Roma Termini, nel corso di una conferenza stampa a bordo del treno erano presenti il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

Il caos del traffico produce smog, minaccia la salute e rende insostenibile la qualità della vita dei cittadini. Secondo il rapporto Cittalia, nel corso del 2009, nelle grandi città sono stati impiegati in spostamenti sistematici mediamente 62 minuti. A guidare la classifica del tempo perso nel traffico c'è Roma con 74 minuti sprecati quotidianamente in fila sulle strade per raggiungere il posto di lavoro, la scuola o i luoghi abituali, seguita da Napoli con 63' e Torino con 62'. Un insieme di dati che restituisce un quadro della mobilità urbana italiana paralizzata dal traffico cittadino, ridotto ad una lunga coda di automobili che, nel migliore dei casi, viaggiano ad una velocità media di 25 km/h. Niente di buono, dunque, soprattutto se si confronta la situazione attuale con quella del 1994, anno in cui i minuti impiegati per gli stessi spostamenti erano 45. Da allora, non solo il tempo che gli italiani trascorrono regolarmente nelle loro vetture è aumentato - con due settimane all'anno trascorse complessivamente in automobile - ma tutta la mobilità è peggiorata, sotto il peso di un parco macchine che non ha pari in Europa. Nel 2009 in Italia circolavano 600 autovetture ogni 1.000 abitanti, un numero di automobili inferiore solo agli Stati uniti (760), Malesia (640) e Australia (610), mentre la media europea dei 27 paesi dell'Unione è ferma a 463 (dati Legambiente - Ecosistema Urbano 2010). A fare le spese di questa situazione, ovviamente, i cittadini, sempre più assuefatti a smog, rumore e perdite di tempo, costretti in isole pedonali praticamente immutate da un anno all'altro (0,35 mq per abitante), tutelati da zone a traffico limitato sempre più piccole (da 2,38 mq per abitante del 2008 ai 2,08 attuali) e poco inclini all'uso di autobus, tram e metropolitana, che scelgono solamente per un viaggio e mezzo a settimana.

"I dati presentati oggi, con molte città già vicine al superamento del limite di legge per il Pm10 dovrebbe far riflettere in modo approfondito sul tema della mobilità urbana, principale causa dell'inquinamento atmosferico e acustico, dello stress, della scarsa qualità della vita - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazione di Legambiente - . Non è una novità che tutti gli investimenti, locali e nazionali abbiano fino ad ora privilegiato il trasporto su gomma a danno delle forme di mobilità alternative. Nello specifico, dal 2002 al 2009 i finanziamenti statali della Legge obiettivo hanno riguardato per il 67% circa strade e autostrade, mentre meno del 21% è stato destinato alla rete metropolitana che, con una copertura di soli 161,9 km, risulta essere la più corta d'Europa. Stesso discorso vale per le ferrovie suburbane che contano in totale 591,7 km di estensione: pochissimi rispetto ai 2033 km della Germania, per esempio. Scegliere come priorità d'investimento il trasporto cittadino vuol dire risolvere, quindi, non solo il problema dell'inquinamento atmosferico nei centri urbani, ma anche migliorare la qualità della vita di quei 14 milioni di pendolari che si spostano ogni giorno verso le città italiane".

Una mobilità diversa e sostenibile: è per questo che il Treno Verde, lo storico convoglio ambientalista, al suo 20° anno, da oggi riparte alla volta di 9 città italiane per monitorare la qualità dell'aria e l'inquinamento acustico, ma anche per informare e sensibilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali, raccogliendo la grande sfida ambientale contro i mutamenti climatici. Partendo oggi da Roma, il Treno Verde si dirigerà quindi a Messina, Crotone e Potenza, risalendo poi la penisola attraverso Latina, Ancona, Ravenna, Vicenza, Milano e Genova.  Per ogni tappa il Treno Verde analizzerà la qualità dell'aria e i livelli di rumore attraverso le rilevazioni condotte dal Laboratorio mobile dell'Istituto sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), la società dell'infrastruttura del Gruppo Ferrovie dello Stato, mentre per il secondo anno l'equipaggio del Treno Verde, con l'ausilio di attrezzature scientifiche fornite da Con.tec, effettuerà monitoraggi ulteriori sulla concentrazione delle polveri sottili anche in altre zone. Oltre al PM10, per ogni città visitata, saranno effettuate anche rilevazioni sulle concentrazioni in atmosfera di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.
I risultati delle analisi saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà a bordo del treno a conclusione di ciascuna delle 9 tappe e il materiale sarà consultabile sul sito www.legambiente.eu

"Vent'anni di Treno Verde: il trasporto su ferro si conferma ancora una volta la modalità più vicina all'ambiente - ha affermato Mauro Moretti, amministratore delegato Ferrovie dello Stato -. Quest'anno con una novità in più, il completamento dell'intero sistema AV Torino-Salerno che, di fatto, sta rivoluzionando le abitudini di viaggio degli italiani fino ad oggi abituati a scegliere l'auto o l'aereo. Nel 2009, circa 13 milioni di viaggiatori sono saliti sul Frecciarossa e siamo sicuri che la riduzione dei tempi di percorrenza e l'aumento della frequenza delle corse sosterranno ancora questa crescita.
Sul fronte del trasporto regionale, il Gruppo FS - grazie anche ai contratti di servizio firmati con quasi tutte le Regioni - lo scorso settembre ha avviato un investimento di 2 miliardi di euro che è uno dei presupposti per il rilancio del servizio locale e per un'ulteriore crescita dei passeggeri. Si tratta di un impegno congiunto del Gruppo FS, del Governo e delle Regioni". (chartabianca, 20:51)